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Il rapporto di lavoro nell’Era digitale - Seconda edizione
Autore: Marco Proietti
Il diritto del lavoro e più in generale il lavoro stesso sono da tempo al centro di profondi processi di trasformazione.
Una trasformazione propiziata, anche, dalla rivoluzione digitale, dalla nascita di nuove professioni e di nuove
mansioni, da una inesausta giurisprudenza anche di rango costituzionale che ha destrutturato il Jobs Act, specie
in tema di tutela reale, e a cui sovente consegue la necessità di adattare la normativa esistente o di affiancare una
nuova regolazione.
Il volume si pone quindi l’ambizioso scopo di procedere a una organica ricognizione dello stato dell’arte del
rapporto di lavoro, delle relazioni sindacali, della crisi d’impresa, della cessazione del rapporto con l’azienda, dei
controlli, con un occhio di riguardo per le dinamiche digitali.
Ad esempio, il copioso framework normativo in tema di cybersecurity adottato nel 2024 pone temi nuovi di
gestione del personale, di valutazione del rendimento e di controllo a distanza dei dipendenti. Problemi fino ad
oggi, anche per l’assoluta novità della normativa di riferimento, non organicamente affrontati e che invece esigono analisi e valutazione, al fine di bilanciare tutela del lavoratore e sicurezza datoriale.
In questa prospettiva, ad esempio, assumono un valore del tutto nuovo la contrattazione collettiva e il ruolo stesso
delle relazioni sindacali, un ruolo che merita di essere investigato, perimetrato, definito.

Il processo del lavoro - Seconda edizione
Autore: Marco Proietti
Il volume è la 2° edizione aggiornata dell’opera già pubblicata per la Cedam.
L’aggiornamento ha riguardato le modifiche previste dalla Riforma Cartabia e gli interventi, seppur minimi sul
processo del lavoro.
Il processo del lavoro è oramai considerato un punto di riferimento nelle ultime grandi riforme del processo civile,
in ragione dei principi di concentrazione e immediatezza che ne fanno, almeno su carta, uno strumento molto
snello e veloce per la risoluzione delle controversie. La consecutio dei singoli passaggi innanzi al Giudice del
lavoro è lo specchio di una metodo di approccio al contenzioso che consente un’analisi penetrante della singola
questione coniugando la stessa con le esigenze di giusta durata del processo; a questo si aggiunga l’utilizzo,
sapiente, del tentativo obbligatorio di conciliazione alla prima udienza di comparizione, che consente spesso di
concludere ogni contenzioso senza inutile, e costosi, strascichi giudiziari.
In questo sistema si è inserita anche la Riforma Cartabia che, dopo l’ultimo intervento del 2012 con la Legge
Fornero, ha previsto alcune piccole e interessanti integrazioni al processo del lavoro, soprattutto per quel che
riguarda le cause aventi ad oggetto l’accertamento della illegittimità o nullità del licenziamento con la conseguente
richiesta di applicazione della tutela reale.
L’opera è rivolta agli studenti universitari, ma anche al giovane professionista che si approccia al processo e vuole
scovarne tutte le potenzialità.

La sovranità digitale tra sicurezza nazionale e ordine costituzionale
Autori: Andrea Venanzoni e Marco Proietti.
La sovranità, concetto terribile e limite del diritto, si deve confrontare in maniera sempre più palese ed organica con il moto centripeto prodotto dalla digitalizzazione e dalla globalizzazione.
Il volume ha l’ambizioso scopo di analizzare la autentica costruzione di uno Stato digitale, non inteso solo nelle sue sfumature amministrativistiche connesse alla emersione di servizi pubblici digitali, al C.A.D., alla identità digitale, ma anche alla sua profonda, costituzionalistica natura di ordinamento basato sull’esercizio della sovranità, da parte del popolo, in un dato ambito territoriale.
I classici formanti della teoria generale dello Stato, di cui la sovranità è perno essenziale, vengono sottoposti a molteplici pressioni dal digitale, dalle sue logiche, dalla sua liminale consistenza che sembra trascendere confini, barriere, norme, regole giuridificate elaborate in un dato ordinamento: in questo senso pertanto il volume si interroga, nella prima parte, su quali siano le dinamiche e le caratteristiche di uno Stato sovrano digitale, avendo come stella polare i canoni costituzionali, dalla nuova cittadinanza emergente e modellata dalla natura in apparenza invisibile
della Rete al ruolo dei dati personali, dalla semi-statalizzazione delle grandi piattaforme digitali capaci di rivaleggiare, e in alcuni casi primeggiare, con gli Stati nazionali al ruolo in apparenza recessivo del territorio e del diritto nazionale.
Nella seconda parte, verranno analizzati gli elementi e gli aspetti funzionali e giuridici di estrinsecazione della sovranità digitale, dalla classica cybersecurity alle nuove forme di cyberwarfare, passando per le dinamiche digitalizzate di lavoro alla costituzione, necessitata, di nuovi organismi tecnico-amministrativi, come l’Agenzia Nazionale per la Cybersecurity, che siano al tempo stesso snodi di espressione della sovranità e presidi di sicurezza.
Con un focus particolare sui complessi framework normativi, spesso di derivazione euro-unitaria, come le direttive NIS 1 e NIS2, cui l’Italia sta dando attuazione nel generale quadro di un adattamento funzionale della propria morfologia statale alle sempre più radicali sfide poste dal mondo digitale.

Diritto del lavoro tra riforme e società digitale
Autore: Marco Proietti
La società è in continuo cambiamento, e con essa muta anche il modo di concepire il lavoro, complici anche alcune situazioni contingenti (quali la trascorsa epidemia) che impongono – nella piena accezione imperativa – un rinnovamento.
Il diritto segue tali mutazioni, secondo il famoso brocardo latino ubi Societas ibi ius, e forse ancora di più il diritto del lavoro è dotato di questa particolare capacità recettiva ed in grado di declinare al meglio le trasformazioni in atto nella società italiana: trasformazioni, a bene vedere, che coinvolgono il mondo del lavoro quanto l’economia, i costumi, i modi di vivere e di pensare l’uomo all’interno delle dinamiche quotidiane.
Così il confronto tra giuslavoristi sulla portata della tutela reale e la tutela obbligatoria ha finito per anticipare, di molti anni, sia la Legge Fornero (l. 92/2012) che il Jobs Act (D.lgs 23/2015), e si è inserita a pieno titolo nella quaestio ancora pendente, e di estrema attualità, soprattutto dopo l’intervento della Corte Costituzionale.
Parimenti, la modulazione dell’orario di lavoro, il controllo a distanza dei dipendenti ex art. 4, l. 330/1970 e la corretta commisurazione della retribuzione secondo criteri legali, sono solo alcuni degli argomenti che vengono analizzati in questa opera, la quale raccoglie interventi di massimo pregio e di altissimo livello concettuale.

Le vittime del dovere
Autori: Gregorio Esposito, Marco Proietti e Andrea Venanzoni.
Il volume nasce dalla esigenza di raccogliere, sistematizzare e razionalizzare il vasto e spesso caotico quadro normativo afferente la categoria delle vittime del dovere.
Una categoria che si è fatta strada spesso negli interstizi della regolazione e più spesso per gli interventi della Corte di Cassazione e dei giudici di prime cure piuttosto che per una organica visione di insieme del legislatore.
In questo quadro disomogeneo, spesso punteggiato di burocrazia difensiva e di tattiche dilatorie operate dalle amministrazioni, sono emerse disuguaglianze, disparità di trattamento, mancati riconoscimenti a quei dipendenti pubblici rimasti menomati o ai loro eredi nel caso di morte dei dipendenti per cause originanti dal loro servizio.
Con un’ampia disamina costituzionalmente orientata e in ottica comparatistica, ripercorrendo la giurisprudenza saliente e il vasto corpus normativo stratificatosi negli anni, si è cercato di coniugare esigenze pratiche e visione complessiva dottrinale, al fine di scorgere un fondamento comune, radicato in Costituzione, della categoria in oggetto.

Il licenziamento per scarso rendimento
Autori: Flavio Baraschi e Marco Proietti.
La semplificazione delle regole che governano il rapporto di lavoro ha imposto un’ampia riflessione sulla visione “classica” del confronto tra imprenditore e prestatore, che si esprime con la massima accentuazione del vincolo fiduciario e del controllo sull’efficienza della prestazione resa; l’attività produttiva viene così intesa come un unicum poiché tanto più è efficace l’azione dell’imprenditore tanto più vi saranno prospettive per i propri dipendenti e, al contempo, più efficientemente viene resa l’attività dal lavoratore tanto più ne beneficerà l’impresa e tutto il complesso dei lavoratori addetti.
Non è un caso se le spinte verso una retribuzione a carattere premiante sono state sempre maggiori negli ultimi anni, proprio in quanto si è alla ricerca di quella compartecipazione reale all’attività imprenditoriale che consenta il superamento del più antico dei conflitti sociali.
In questo contesto, da tempo ci si confronta sulla possibilità di intervenire qualora la prestazione resa dal lavoratore sia del tutto insufficiente rispetto alle attese e agli investimenti da parte dell’imprenditore. E’ dunque possibile il licenziamento del “fannullone” o di chi, privo delle richieste capacità professionali, renda una prestazione improduttiva?
Evidentemente si.
Può configurarsi un licenziamento per giustificato motivo soggettivo ogni qual volta il rendimento, insufficiente, è determinato da un inadempimento colpevole del lavoratore o comunque da una negligenza oggetto di contestazione disciplinare; diversamente, si parlerà di licenziamento per giustificato motivo oggettivo (economico) se l’inadempimento è incolpevole e, semplicemente, il dipendente renda una prestazione improduttiva che rappresenti un costo non sostenibile dall’imprenditore.

Il processo del lavoro
Autore: Marco Proietti
Il processo del lavoro assolve alla funzione essenziale di fornire una specifica, e differenziata, tutela alle controversie aventi ad oggetto di rapporti tra il prestatore di lavoro ed il datore di lavoro, sia esso un privato (società o altro) oppure la Pubblica Amministrazione; l’attuale forma processuale, introdotta nel 1973, garantisce il giusto equilibrio tra l’aspettativa di una rapida definizione della controversia con l’esigenza, indiscutibile, di una completa istruttoria e piena attuazione del diritto di difesa.
Alcuni principi fondanti il processo del lavoro, infatti, quali l’oralità, l’immediatezza e la concentrazione, rappresentano il cuore pulsante del sistema che consente allo stesso di poter definire il contenzioso con un solo atto scritto e con la discussione orale tra le parti, sulle quali incombono rigidissimi oneri di allegazione e di contestazione; questi elementi, unitamente alla previsione di una magistratura specifica per il settore, ha reso il processo del lavoro un vero e proprio modello delle più recenti riforme che hanno coinvolto il processo civile ordinario che, progressivamente, tende ad assimilare i concetti tipici del rito lavoro.
L’opera è rivolta agli studenti universitari, ma anche al giovane professionista che si approccia al processo e vuole scovarne tutte le potenzialità.

I contratti di lavoro
Autore: Marco Proietti
L’entrata in vigore del D.lgs. 81/2015 rappresenta un momento di transito importante per il diritto del lavoro in quanto, dopo un lungo percorso, si giunge al definitivo riordino delle tipologie contrattuali le cui varie discipline confluiscono in un unico testo di legge; dal contratto a tempo determinato al contratto di apprendistato, passando per l’abrogazione del contratto a progetto, alla nuova disciplina delle mansioni e del lavoro a tempo parziale, questi gli aspetti di maggiore rilievo che sono stati toccati dalla riforma.
Si tratta, ovviamente, solo di una parte dell’ampio programma di riforme avviato con il Jobs Act e che ha abbracciato non solo le forme contrattuali (quindi la flessibilità in entrata) ma anche la disciplina dei licenziamenti (ovvero la flessibilità in uscita) tramite la riforma, storica, dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori e l’introduzione di una figura ibrida ovvero il contratto a tutele crescenti; probabilmente la parte che suscita maggiore interesse, anche per lo sviluppo che ne potrà trarre l’interpretazione giurisprudenziale, è la parte inerente il nuovo art. 2013 cod. civ. e la possibilità del datore di lavoro di modulare più facilmente il rapporto di lavoro.
Indubbiamente c’è bisogno, per la parte dei contratti, di un punto di arrivo. Questa vuole essere una riflessione sullo stato attuale delle cose (e delle norme vigenti) e può divenire un’occasione per suscitare spunti di critica o di apprezzamento all’intera Riforma.